Domenica 12, 19 e 26 Febbraio 2017: Grande Sfilata di Carnevale

La Maschera

Pirin ad San Duna è il protagonista indiscusso del Carnevale.

Oleggese D.O.C. amante della libertà e insofferente ai soprusi, lingua caustica, ma con arguzia, ghiotto di buon cibo e di giustizia, fedele al suo ostico vernacolo, con ostentato campanilismo, pronto però ad accogliere senza reticenze chiunque gli chieda amicizia.

L’origine delle Maschere

Creatore delle maschere Pirin e Majn fu Pinela, poeta dialettale oleggese che, rifacendosi alla leggenda del contadino insofferente delle prepotenze del despota Barnabò Visconti e del suo tentativo di dargli la morte con i Tapitt avvelenati, sostituì Gianduia e le altre maschere nel teatrino dei bambini con “Pirin ad San Duna”, giustiziere degli empi e difensore dei deboli.

Già dal 1930 si accenna al suo primo discorso alla popolazione e da allora le maschere oleggesi si chiamano Pirin e Majn.
La scelta elettiva fra le diverse candidature ad interpretare le maschere è deliberata dal consiglio della Società ed ha durata triennale, salvo diverse esigenze dettate da difficoltà nel ricambio.

I prescelti dovranno essere in possesso di valide qualità rappresentative dell’Ente e di una completa padronanza del dialetto oleggese. L’impegno durante il periodo del Carnevale e dopo è gravoso ed impegnativo, la presentazione delle sfilate nelle tre domeniche di Carnevale sarà seguita da serate pubblicitarie organizzate in collaborazione con emittenti radiotelevisive e da numerosi inviti che pervengono da associazioni consorelle nell’arco dell’anno.

Pinela, nel descrivere il personaggio Pirin, gli diede un carattere anche attraverso il modo di vestire dettando l’abbigliamento per ambedue.

Le Caratteristiche Tipiche delle Due Maschere

Pirin

  • Cappello tondo e rigido sopra la berretta nera;
  • Capocchie d’oro alle orecchie;
  • Palamidone nero con bottoni chiari sopra un gilet vistoso,
    tendente al rosso;
  • Calzoncini al ginocchio, neri, ermeticamente chiusi
    con fettuccia di colore;
  • Calze bianche di filo;
  • Scarpe basse;
  • Tabarro con stole a scacchi rosso-neri.

Majn

  • Chioma ripartita;
  • Mazzocchio con spilloni e “tremoline” senza retina;
  • Fazzoletto di seta al collo e scialle alle spalle di colore;
  • Veste non di seta, ricchissima nel cerchio;
  • Calze bianche di filo;
  • Ciabatte;
  • Granate e dorini al collo, spilla a filigrana al petto.