Domenica 12, 19 e 26 Febbraio 2017: Grande Sfilata di Carnevale

Carri Allegorici

Meraviglie di Legno e Ferro

Il crescente successo di partecipazione, non più soltanto oleggese, ha posto agli organizzatori l’esigenza di presentare al pubblico carri di sempre maggiore impegno e bellezza.

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Da qui la necessità di ricorrere ai costruttori viareggini per l’acquisto di materiale diverso che, ben assemblato e completato dai nostri carristi darà vita a carri di nuova e moderna concezione.

La possibilità di usufruire di più ampi spazi e di adeguate attrezzature, non fa comunque dimenticare i tempi in cui per poter sollevare e fissare le figure sul carro, causa la mancanza di mezzi di sollevamento adeguati, necessitava fissare delle carrucole sui tiranti in ferro che, all’altezza di 7-8 metri facevano da chiavarde fra una parete e l’altra del vecchio capannone, strisciando come gatti sugli stessi e trattenendosi con una mano alla struttura del tetto per non cadere.

I Prima Carri

La costruzione dei primi carri allegorici era in origine affidata a gruppi spontanei costituitisi nelle frazioni, nei rioni e presso associazioni e privati.

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Allestiti, per la parte maggiore sotto improvvisati capannoni, alcuni fatti con assi e teli di plastica, dove il vento ed il freddo la facevano da padroni, erano comunque il risultato di un impegno collettivo per la riuscita di una manifestazione che solleticava il campanilismo latente in ogni persona.

Di anno in anno, con l’acquisizione da parte dei costruttori di una sempre maggiore esperienza, i carri diventavano sempre più belli e sempre più grandi. Le vie del centro cittadino dove si svolgevano le prime sfilate non erano più idonee al loro passaggio e vennero sostituite con altri percorsi.

L’acquisto del materiale, effettuato direttamente dall’Ente organizzatore, ha come logica conseguenza la centralizzazione della costruzione dei carri abbandonando la partecipazione delle frazioni e dei rioni. Muore un’iniziativa vecchia di anni ma nasce un’organizzazione nella quale confluiranno buona parte dei vecchi costruttori con l’apporto della loro esperienza.

Per i giovani (oggi uomini) di questa tempra, occorrerebbe quantomeno l’obbligo di ricordarli a uno a uno; purtroppo faremmo un torto a tanti altri che, benché in misura minore e con meno pericoli hanno concorso comunque con la loro collaborazione, in qualsiasi incombenza loro assegnata alla riuscita delle nostre manifestazioni.

Ci limiteremo soltanto a ricordare coloro che ci hanno lasciato, ma che rimangono sempre nei nostri ricordi:
Dino Moretto, Bruno Bordoni, Michele Ardizzoia, Sergio Leonardi, Rino Salsa, Lino Rossi, Verter Mantovan, Dario Anselmi, Roberto Vaccaroli (Balin), Cominoli (Pirin). Gianni Ardizzoia.